Sollecito di provvedere alla Pubblica Amministrazione

    La presente scheda fornisce uno schema orientativo per la redazione di un sollecito rivolto alla Pubblica Amministrazione in caso di mancata conclusione di un procedimento amministrativo entro i termini previsti. Il contenuto è di carattere generale e informativo: la disciplina dei termini procedimentali e i rimedi disponibili possono variare in base alla materia, all'ente e al tipo di procedimento.

    A cosa serve

    Il sollecito di provvedere è una comunicazione con cui il cittadino, l'impresa o il professionista richiedono all'Amministrazione di pronunciarsi su un'istanza o una domanda già presentata e rimasta senza riscontro oltre i termini. L'obbligo della PA di concludere il procedimento con un provvedimento espresso è previsto dall'art. 2 della L. 241/1990. Il sollecito non è un rimedio giurisdizionale, ma può essere utile per documentare l'inerzia dell'ente e per sollecitare una risposta.

    Quando può essere utile

    • Quando è stata presentata un'istanza, una domanda o una richiesta alla PA e non si è ricevuto alcun riscontro entro il termine previsto.
    • Quando si desidera formalizzare la segnalazione dell'inerzia prima di valutare eventuali rimedi ulteriori.
    • Quando si intende documentare il decorso del termine ai fini di un eventuale ricorso o di una richiesta di risarcimento del danno da ritardo.

    Cosa preparare

    • Copia dell'istanza originaria con ricevuta di presentazione (protocollo, ricevuta PEC, avviso di ricevimento).
    • Riferimenti precisi: data della domanda, numero di protocollo, ufficio destinatario, oggetto.
    • Indicazione del termine decorso (legale, regolamentare o comunicato dall'ente).
    • Eventuali comunicazioni intermedie ricevute dall'ente (richieste di integrazione, comunicazioni di sospensione, ecc.).

    Errori frequenti da evitare

    • Non indicare con precisione i riferimenti della domanda originaria (data, protocollo, ufficio), rendendo difficile l'individuazione del procedimento.
    • Inviare il sollecito a un ufficio diverso da quello competente.
    • Non verificare se il termine del procedimento sia stato sospeso o interrotto da comunicazioni intermedie dell'ente.
    • Utilizzare toni impropri o ultimativi, che non aggiungono efficacia alla comunicazione.
    • Non conservare prova dell'invio del sollecito.

    Aspetti da considerare

    • I termini per la conclusione del procedimento variano a seconda della materia e dell'ente: in assenza di termini specifici, il termine generale è di 30 giorni dall'avvio del procedimento (art. 2, comma 2, L. 241/1990), ma molti procedimenti hanno termini diversi stabiliti da regolamenti o da normativa speciale.
    • Il decorso del termine senza provvedimento espresso può configurare il cosiddetto silenzio-inadempimento; in alcune materie può invece operare il silenzio-assenso o il silenzio-rigetto, con conseguenze diverse.
    • Ai sensi dell'art. 2, comma 9-bis, L. 241/1990, le amministrazioni sono tenute a individuare un titolare del potere sostitutivo, al quale il privato può rivolgersi in caso di inerzia.
    • Il sollecito non interrompe né sospende termini di decadenza o prescrizione eventualmente in corso.
    • In caso di perdurante inerzia, possono essere disponibili rimedi giurisdizionali (ricorso avverso il silenzio, ai sensi dell'art. 117 del D.Lgs. 104/2010 — Codice del processo amministrativo) o stragiudiziali la cui valutazione richiede l'assistenza di un professionista.

    Limiti del contenuto

    Lo schema proposto è di carattere generale e orientativo. Non tiene conto delle specificità del singolo procedimento, dell'ente competente, della normativa speciale applicabile e delle eventuali cause di sospensione o interruzione del termine. Per una corretta valutazione della situazione e dei rimedi eventualmente esperibili, è consigliabile rivolgersi a un avvocato.

    Schema / Modello

    SOLLECITO DI PROVVEDERE
    
    Luogo e data: _______________
    
    Spett.le [denominazione dell'Ente / Amministrazione]
    Ufficio competente: _______________
    Indirizzo: _______________
    PEC: _______________
    
    Oggetto: Sollecito di provvedere — istanza del _______________ prot. n. _______________
    
    Il/La sottoscritto/a _______________
    nato/a a _______________ il _______________
    residente in _______________
    codice fiscale _______________
    e-mail / PEC: _______________
    telefono: _______________
    
    PREMESSO CHE
    
    — in data _______________ il/la sottoscritto/a presentava al Vs. Ente istanza avente ad oggetto [indicare sinteticamente l'oggetto della domanda], protocollata al n. _______________ (copia allegata);
    — ad oggi, decorso il termine di ___ giorni previsto dalla legge [o dal regolamento / dalla comunicazione ricevuta], non è stato comunicato alcun provvedimento né alcun riscontro in merito;
    
    CHIEDE
    
    — di conoscere lo stato del procedimento avviato a seguito della predetta istanza;
    — che l'Amministrazione provveda sulla domanda presentata entro un congruo termine, nel rispetto dell'obbligo di conclusione del procedimento ai sensi degli artt. 2 e 2-bis della L. 241/1990 e s.m.i.
    
    Si rammenta che, ai sensi dell'art. 2, comma 9-ter, della L. 241/1990, decorso inutilmente il termine per la conclusione del procedimento, il privato può rivolgersi al titolare del potere sostitutivo di cui al comma 9-bis del medesimo articolo.
    
    Si allega:
    □ copia dell'istanza originaria con ricevuta di presentazione;
    □ copia del documento di identità.
    
    Distinti saluti.
    
    Firma
    _______________

    Il presente contenuto ha carattere esclusivamente informativo e orientativo. Non costituisce consulenza legale, né può sostituire il parere di un professionista con riferimento al caso concreto. Per ogni esigenza specifica si consiglia di rivolgersi a un avvocato.

    Per una valutazione professionale del tuo caso specifico:

    Richiedi ricontatto